La serie primaverile di “Un giorno in pretura”, storica e apprezzata trasmissione televisiva della Rai condotta da Roberta Petrelluzzi, si concluderà sabato 13 giugno 2020– come sempre in seconda serata – con il processo a Pietro Pacciani, il contadino di Mercatale Val di Pesa arrestato il 17 gennaio 1993 con l’accusa di essere il Mostro di Firenze. A difenderlo ci sono gli avvocati Rosario Bevacqua e Piero Fioravanti, a presiedere il processo di primo grado c’è Enrico Ognibene mentre l’accusa è rappresentata dal sostituto procuratore Paolo Canessa. Il 1° novembre 1994 Pacciani viene condannato all’ergastolo per i quattordici dei sedici omicidi (non colpevole per il primo duplice delitto Locci-Lo Bianco del 1968 a Signa). Il 13 febbraio 1996, nel secondo grado di giudizio, Pacciani viene assolto dalla Corte di Appello di Firenze per non aver commesso il fatto: a sostenere la sua innocenza, due magistrati: Francesco Ferri (presidente della corte d’assise d’appello) e Piero Tony (PM del processo d’appello). Il 12 dicembre 1996 la Cassazione annulla l’assoluzione e ordina un nuovo processo d’appello ma nel frattempo Pacciani viene trovato morto nel suo casolare, il 22 febbraio 1998. Un Giorno in Pretura si congeda dal proprio pubblico con il racconto e l’approfondimento del “processo per eccellenza”, vicenda non solo complessa dal punto di vista giuridico ma fortemente condizionata dal potere immaginativo ed emozionale dei media di quegli anni.