MOSTRO DI FIRENZE, I PROTAGONISTI: MARIO ROTELLA

MARIO ROTELLA: IL GIUDICE CHE INDAGO’ SUI DELITTI

Convinto assertore della cosiddetta “pista sarda”, il giudice Mario Rotella fu titolare dell’inchiesta sui primi cinque delitti del Mostro di Firenze. Ma fu una pista che finì in una sentenza di archiviazione amaramente firmata nel 1989 dallo stesso Rotella il quale, dal principio, aveva puntato tutto sul delitto del 1968 per risalire all’identità del Mostro. Il 13 dicembre 1989, su richiesta della Procura di Firenze e con Salvatore Vinci ancora latitante, il Giudice Istruttore Mario Rotella, “gettò la spugna” mettendo la parola fine alla pista sarda con l’ordinanza – sentenza in cui “si dichiara il non doversi procedere contro Vinci Francesco in ordine a tutti i reati a lui ascritti (…) per non aver commesso il fatto; contro Mele Giovanni, Mucciarini Piero, Chiaramonti Marcello, Vinci Salvatore per non aver commesso il fatto, in ordine a tutti i reati loro ascritti; contro Mele Stefano, relativamente all’imputazione di calunnia(…), perché il fatto non costituisce reato; contro Pierini Ada, per il delitto di falsa testimonianza, perché estinto per intervenuta amnistia.

Il giudice Rotella, ebbe un’idea diversa rispetto a quella del Prof. Mauro Maurri sul profilo dell’autore dei delitti, idea condivisa attraverso un’intervista realizzata, nel 1987, all’interno della trasmissione televisiva “Telefono Giallo” di Corrado Augias e che di seguito riportiamo:

Fonte: You Tube

Rotella parlò di “gratuità degli omicidi”, compiuti senza una valida ragione, senza un interesse a commetterli. Ma la divulgazione erronea dei particolari agghiaccianti dei delitti del Mostro, diede a tutti una falsa idea: per Rotella si trattò di una persona che uccise senza alcuna motivazione, senza avvalersi di riferimenti precisi, quindi non un maniaco sessuale ma bensì un pazzo paranoico. Così scrisse – per esempio – sul duplice delitto di Giogoli di Scandicci del 9 settembre del 1983: “gli uccisi sono due uomini e, pur sussistendo un sospetto di relazione omosessuale tra loro (poi avallata da riscontri della polizia tedesca) non risulta minimamente che fossero in atteggiamento intimo al momento del fatto […] tutto ciò significa che per l’omicida ha avuto maggior peso l’occasione d’uccidere due persone inermi, in circostanze favorevoli, che non una pulsione suscitata dal loro comportamento in intimità […] Se ha seguito un richiamo sessuale, per aberrante che possa essere, esso appare secondario… Anche l’ipotesi dei periti di Modena della presenza di un impotente sulla scena criminis non convinse del tutto il giudice.

9 settembre 1983 Delitto di Giogoli -Fonte: You Tube –

Nelle motivazioni della sentenza Rotella del 1989 “Le conclusioni intorno a Salvatore Vinci sono le conclusioni intorno alle indagini…. Non si è in presenza di indizi che possano evolversi in prova. E la prova, in processi che hanno per oggetto eventi materiali di questa portata, non può essere che reale…… È convinzione, puramente razionale, e nient’affatto intuitiva, come tale suscettibile di dimostrazione in contrario, che nell’accaduto del 1968 sia comunque la chiave per scoprire la verità….
Alla luce di quanto si è sinora ritenuto, in fatto e diritto, tutti gl’imputati dei duplici omicidi e delitti connessi devono essere prosciolti con la formula per ‘non aver commesso il fatto…. Alla luce della nuova normativa, è indifferente per il proscioglimento se si sia pervenuti alla prova positiva d’innocenza o se sia carente quella di colpevolezza, o ancora se gl’indizi di colpevolezza siano meramente insufficienti per un giudizio
”.

Ma quando l’inchiesta sulla pista sarda fu chiusa, l’ordine sbarrò la strada a ogni altra indagine su quel gruppo di sospettati – osservò lo scrittore statunitense Douglas Preston (che scrisse in collaborazione con lo scrittore italiano Mario Spezi il romanzo-inchiesta “Dolci colline di sangue“) – e così l’indagine sul Mostro andò in tutte le direzioni eccetto che in quella corretta“.

INSUFFICIENZA DI PROVE: Douglas Preston - Intevista su La Stampa ...
Douglas Preston e Mario Spezi – Fonte: insufficienzadiprove.blogspot.com –

Author: PIERPAOLO DE PASQUALE

Nato a Monopoli (BA) il 30 gennaio del 1975, è Esperto in Scienze Forensi e Criminologo presso il Master di II livello in Scienze Forensi di Sapienza Università di Roma; ricercatore e docente presso il Corso medesimo, si è perfezionato in Criminologia Clinica presso l'Università Cattolica di Milano. Autore di pubblicazioni scientifiche e articoli, è socio del LAIC (Laboratorio Avvocati-Investigatori-Criminologi) nonché componente della Commissione Scientifica dell’Osservatorio Criminologico che analizza i fenomeni criminali e le caratteristiche dei delinquenti, con un’attenzione particolare alle vittime di reato (Vittimologia).

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